Ieri sera ho fatto vedere a mio figlio il video del bambino che si veste da bambina (HollySiz, The light).
Mio figlio Ettore compirà sei anni ad agosto.
Lui: “Ah, quella bambina gioca con i miniponi”
Io: “Non è una bambina, è un bambino”
Lui: “Eh, si vede che a lui piace così”

Silenzio. Altri cinque secondi.
Lui: “Ha i riccioli come i miei, che bello”
Silenzio.
Mi stringe la mano.
Altri dieci secondi.
Lui: “Mamma, ma perchè quel papà si comporta così?
Io: “Perchè non vuole che il suo bambino si comporti come una femmina”
Lui: “Ma lui vuole comportarsi da femmina. Quando è un maschio non ride mai”

Stavolta in silenzio me ne sto io.
Io con questo video piango.
Lui: “Mamma, ma perchè la gente lo guarda così?”
Io: “Perchè la gente non ti accetta se non sei uguale a lei, se non ti comporti nel modo in cui si comportano tutti”.
Lui: “E se uno non è felice nel comportarsi come vogliono gli altri?”
Io: “Rideranno sempre di te. Ma tu devi sempre fare quello che ti senti di fare anche se gli altri ridono”.

Silenzio.
Siamo al papà che si presenta a scuola vestito da donna.
Lui: “Ecco, il papà ha capito”
Io: “Capito cosa Ettore?”
Lui: “Che il suo bambino vuole vestirsi da bambina e che non c’è niente di male nel farlo. Poi mamma, guarda: visto come salta felice adesso?”