E’ da ieri che gira in internet la notizia lanciata dalla trasmissione AnnoZero in onda stasera di tale Luca di Tolve (che si spaccia falsamente per quel “Luca era gay, ora sta con lei” della tristissima canzone di Povia) che terrebbe dei corsi in cui sostiene di riuscire a guarire i gay dall’essere gay.

Guarire.
I gay.
Dall’essere gay.

Cioè questo qui è convinto -e purtroppo come lui una marea di persone che gli credono- che l‘omosessualità sia una malattia. Perchè è dalle malattie che si guarisce, mica da altro. Al diavolo se psicologi e psichiatri sia in primi a dire che l’omosessualità non è una malattia e che quindi non è da curare. Ma no. Esiste nel 2015 gente convinta di poter guarire quello che una persona sente, di poter guarire qualcosa che secondo loro è un problema (per gli altri, sempre), di poter guarire tu che non sei come loro.
Quindi vai cambiato, vai aiutato, vai salvato. E loro sanno come.

Come? Con un corso.
2015, Italia: “vieni nella nostra comunità che ti curiamo l’omosessualità”.
2015, USA: i centri che curano l’omosessualità sono fuori legge.

Riporto qui sotto il post che ha scritto oggi Carlo Giuseppe Gabardini, perchè parole migliori io non ne avrei trovate:

“Leggo un articolo su la Repubblica riguardo il corso di Luca Di Tolve per guarire i gay, e soffro come un cane al solo pensiero di ragazzi e ragazze che per cinque giorni vengono indottrinati con questo dogma fesso, sciocco, pericoloso, falso, violentissimo: “L’omosessualità non esiste e voi non siete gay, siete solo persone che hanno un problema”.
Non è così, lo sanno tutti, lo sanno benissimo i tre leader “ex-gay” che si fanno pagare 185€ per propagandare questa menzogna e che – se Dio esiste – un giorno pagheranno per tutto il dolore che stanno seminando su questa terra.
Io sono gay, esisto, non ho nessunissimo problema, ma soprattutto non faccio soffrire Dio, non per il fatto di essere omosessuale. Questa castroneria non potete permettervi di dirla. Non avete il monopolio della spiritualità, Dio non è “roba vostra”; voi potete solamente illuminarci su quali siano le regole per entrare nella vostra chiesa, di modo che noi si possa decidere se farvi parte o meno, e sto parlando del club del signor Di Tolve.
Poi, personalmente, da chi infila una tale sequela di “minchionerie” e falsità ridicole, io non mi farei curare nemmeno un arrossamento della cute.
Buona giornata”

AMEN