Io il mio primo giorno di scuola non me lo ricordo. Quello delle elementari, intendo. Non ho ben presente quella mattina, non so se ci fosse il sole o piovesse.
Però in questi giorni qualcosa è accaduto.
Dicono che i figli rifacciano vivere ai genitori quello che loro non ricordano più, quello che il tempo, inevitabilmente, fa archiviare in angoli polverosi della mente per lasciare spazio alle cose più recenti.
Ed è così. Ma basta poco, pochissimo, per aprire il cassetto dell’io bambina per rivedermi, in quei giorni.
E la chiave magica -per me- sono stati i profumi.
Mio figlio Ettore mercoledì (qui in Veneto) inizierà la prima elementare.
Qualche settimana fa ha tirato fuori dalla sua cartella nuova, comperata con la nonna, l’astuccio per farmelo vedere.
E lì si è aperto lo Stargate.
L’odore di matite nuove, colori nuovi, gomma nuova, temperino nuovo. E di plastica -soprattutto plastica- nuova. Quell’essenza che boh, hanno solo le cose di scuola, mi ha riportata a correre nei corridoi, seduta sui banchi piccini su una sedia piccina, alla campanella delle 16, alle schegge di matita temperata in fondo alla cartella, all’astuccio dimenticato a scuola, a mia madre che mi aspetta fuori, alla colla aperta piastricciata sui quaderni, alla merenda con BinbunBan.
A me bambina.
I figli fanno tornare bambini. In un modo o nell’altro. Il mio, più che farmi sentire adulta e responsabile, mi aiuta a riscoprire me piccina.
E’ la mia macchina del tempo.
Quindi ecco, se anche tu che stai leggendo sei un genitore di un bimbo in procinto di iniziare la prima elementare come il mio, beh, ascoltami: lascia stare l’ansia, lascia stare le preoccupazioni dei compiti per casa, delle maestre più o meno brave, dell’oddio adesso iniziano gli impegni. Godiamoci sto momento. Senza farlo rovinare dalle paure. Per una volta, facciamo come loro, i bambini: cerchiamo di prendere solo il bello, delle cose.
Io non vedo l’ora di godermi mercoledì: vedere lui diventare grande e me tornar piccina.