Posso dire molto poco, per adesso, perchè il progetto è ancora allo stato embrionale. Ma nel nuovo lavoro che sto portando avanti, la prima impressione è questa: c’è molta voglia di raccontare.
Non me lo sarei mai aspettata, io italiana, di veder  così tante mani alzate, in risposta ad un mio semplice annuncio: “C’è qualcuna di voi che mi vuole raccontare la sua storia?” postato in un gruppo chiuso su facebook. Tante mi hanno scritto in privato, felici di raccontarmi la loro storia.
I would love to meet with you and tell u my story” (sarei felicisssima di incontrarti e raccontarti la mia storia)

Stesso mondo, pianeta terra. Stessa razza umana, donne come me. Ma qui, in Italia, queste donne vengono etichettate come amorali, immorali, indegne. Nel loro Paese (queste di cui parlo sono Americane, United States) quello che fanno è legale. E loro ne vanno molto orgogliose. Molto orgogliose.
In Italia non bisogna parlarne, o se se ne parla, solo in termini negativi. In Italia quello che fanno è illegale.
Negli Stati Uniti no. E loro -le vere protagoniste- non vedono l’ora di spiegare, raccontare, narrare la loro storia e la loro scelta.
Mondi, all’interno del mondo. Basta spostarsi con un aereo di qualche ora -ma anche varcare un confine con l’auto- e i termini di paragone, la morale, l’etica, il giusto e il sbagliato, cambiano completamente forma.
Ciò che in uno stato è punito con sanzioni e carcere, in altri è tollerato e fattibile.

Incredibile. Bellissimo. Affascinante.

Cosa c’è di più bello di confrontarsi e scoprire persone completamente diverse da noi? Con principi completamente opposti ai nostri, con idee differenti, con punti di vista lontanissimi?
E capire le loro motivazioni (senza per forza condividerle) e magari sostenerle, perchè siano libere di fare le proprie scelte, sempre e comunque?