Eravamo in duemila, ieri, a Milano, alla festa delle famiglie. Di tutte le famiglie. Quelle dove son tutti biondi con gli occhi azzurri, quelle invece dove son tutti mori con gli occhi marroni. Quelle dove ci sono un papà, una mamma e dei bambini. Quelle in cui ci sono solo un uomo e una donna, senza bambini. Quelle dove son tutti ricchi, belli e felici. Quelle dove non si arriva alla fine del mese. Quelle dove ci son due papà, quelle invece dove invece ci sono solo due mamme. Quelle che hanno cani e gatti, quelle dove invece non ci son animali. Quelle dove si è tutti di nazionalità italiana, quelle invece dove qualcuno viene da un altro Paese. Famiglie di bianchi, di neri, di gialli, con occhi a mandorla. Famiglie con genitori giovani, famiglie con genitori anziani. Famiglie con uno, due, tre, quattro e più figli, famiglie con un solo componente.
Era una grande festa, colorata, allegra, chiassosa. Bambini di tutte le età che sorridevano e giocavano, genitori premurosi che soffiavano nasi, coccolavano, davano da bere, discutevano.
Famiglie in festa. Anche se proprio una festa non era. La manifestazione di ieri al parco Sempione di Milano è stata organizzata dalle Famiglie arcobaleno, quelle in cui i genitori hanno lo stesso sesso. Due donne o due uomini.

Io c’ero, e non ho una moglie. Rientro nella categoria riconosciuta dal nostro stato, un uomo e una donna con un figlio. Quindi famiglia. Quindi ho dei diritti. Quindi mio figlio è sia mio figlio sia di mio marito.
Loro no, non sono riconosciute dallo stato italiano. Non possono sposarsi e i loro figli sono o di uno o dell’altro. Non di entrambi.

Perchè? Perchè hanno gli occhi azzurri e i capelli biondi? Perchè sono povere? Perchè hanno tutti una macchina blu e il blu al legislatore non piace? No, perchè si amano. Perchè due donne si amano e hanno deciso di vivere assieme e di avere dei figli. Perchè due uomini si amano e hanno deciso di abitare sotto lo stesso tetto e avere dei figli. E al legislatore, al nostro stato, ai nostri politici (fortunatamente non tutti) loro non piacciono.
Discriminante tra la mia famiglia e la loro? L’attrazione sessuale, il gusto sessuale. A me piacciono gli uomini e mi sono innamorata di un uomo. Loro no. Si sono innamorati di una persona dello stesso sesso. Ecco la loro colpa.

Colpevoli di amare, di voler aiutarsi e sostenersi, di scegliere di volere dei figli da crescere e da voler bene, come tutte le coppie o di non volerli.

Ieri io c’ero, con la mia famiglia, perchè da sempre solo convinta che solo se siamo tutti felici e se possiamo avere tutti gli stessi diritti, se tutti possiamo scegliere quello che ci rende felici, possiamo veramente avere un futuro degno di essere vissuto. Ieri c’ero anche se a me, dei loro diritti, come mi ha fatto notare qualcuno, non me ne faccio niente. Anche se io quei diritti li ho già. Ma sono cresciuta con la convinzione che le battaglie giuste vadano combattute assieme, da tutti.
Io ieri c’ero, perchè voglio che mio figlio cresca in una società paritaria, dove tutti i bambini, indipendentemente da come siano nati e chi siano i loro genitori, vengano riconosciuti e tutelati dal nostro Paese.

Io ieri c’ero perchè era una gran festa, piena di famiglie e persone allegre, felici. Perchè si respirava amore, da qualunque parte. E per fare una famiglia, serve solo quello.

“Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri”. (Giorgio Gaber)