Questa è Eva. Quella a destra, intendo.
E l’altra è la sua mamma. Quella a sinistra.
Eva. La mia amica Eva.
Ci siamo conosciute mentre scrivevo il mio primo libro, “Madri, comunque”. Eva accettò di raccontarmi la sua storia.
Eva è nata imprigionata in un corpo di uomo. E dopo molti anni, non senza difficoltà, ha deciso di essere se stessa anche fisicamente. Visite mediche, psichiatri, psicologi, cure ormonali. Nausee, vomiti, corpo in cambiamento.
Tutto per diventare sempre più vera.

Eva ha una figlia, che ha due mamme: la mamma che l’ha partorita, e Eva.
Eva sprizza dolcezza da tutte le parti. Eva è dolcezza. E serenità.
Quella serenità che ti fa tirar fuori solo chi ti ama. Perchè si può essere sereni solo se chi ti circonda fa di tutto perchè tu lo sia, senza guardare niente e nessuno.

Eva ha una mamma, sempre quella di sinistra in questa foto. Che non la chiama Eva e che continua, anche davanti alle commesse dei centri commerciali quando vanno a fare shopping assieme, a chiamarla con il nome maschile di battesimo.
Ed Eva sorride.
Sorride perchè ha al suo fianco una mamma che, senza indugi, quando le disse di voler intraprendere la strada della transizione, le disse: “Ma perchè non me l’hai detto prima? Perchè ti sei tenuta tutto dentro?”
Te-nu-ta. A.

Le mamme. Le vere mamme che ti amano incondizionatamente, qualunque sia il tuo aspetto, qualunque sia la tua scelta, qualunque sia il tuo essere, qualunque sia il tuo nome. E che ti stanno a fianco, a testa alta, a fare shopping tra una gonna e un paio di scarpe col tacco, tra un reggiseno e un paio di calze.
Belle, come solo le donne forti possono essere belle. 

Guardatele, la mia amica Eva e sua mamma. E ditemi se non vi fanno invidia. A me sì, tanta. E vi confesso una cosa: io voglio diventare come la mamma di Eva. Bella, pulita, vera, sincera, brillante, autentica. Merce rara, l’autenticità, in un mondo dove siamo tutti la fotocopia di qualcun altro.

E costa molto essere autentici. Costa fatica, dedizione, pazienza, disperazione, cadute, ferite, cicatrici. Costa sudore, testardaggine, lavoro, convinzione, fermezza e impegno.
Eva lo sa bene. Ma sa anche che ne vale sempre la pena.
Perchè, come dice Almodovar “Una è più autentica quanto più somiglia all’idea che ha sempre sognato di se stessa”.