Voi decidete che a cinquant’anni una donna deve tagliarsi i capelli corti, deve smettere di tingersi e deve smetterla di curarsi. “A cinquant’anni non è più una ragazzina. Basta grilli per la testa”.
Voi decidete che dopo i trentacinque anni una donna non deve più mettersi la minigonna e i tacchi alti. ” ‘Sta troia”.
Voi decidete che una ragazzina di tredici anni, vittima di stupro di gruppo da oltre mille giorni, se l’è andata a cercare perchè “…a quell’età non ci si trucca, non si gira come una mignotta che l’òmo è fatto di carne, no di ferro” (Mi fate schifo!)
Voi decidete che una donna, quando diventa mamma, deve per forza chiedere part-time per seguire i figli. “Adesso il suo compito è quello”.
Voi decidete che le ragazze devono mettere su famiglia. E, una volta messa su questa famiglia, devono stare a casa a far le mamme e le casalinghe. Altrimenti sono delle incoscienti egoiste.
Voi decidete che i figli vanno fatti presto, che l’orologio biologico ticchetta per tutte e che è naturale desiderare di diventare madri perchè “…quelle che dicono di non volerne in realtà è perchè non arrivano!”
Voi decidete che una donna incinta non deve lavorare, deve rimanere a casa a riposo. Insomma, per voi è malata e se va fino all’ottavo mese “… fai fare brutta figura a quelle in maternità a rischio”
Voi decidete che le ragazze devono studiare e devono essere anche più brave dei maschi. E lo sono. Però poi ai posti di potere le secchione non si trovano. Si trovano i maschi.
Voi decidete che una donna non possa sedere ai posti di potere perchè “…poi resta incinta e ci pianta qui per mesi’.
Voi decidete che una donna non debba abortire perchè “…poi te ne pentirai a vita”.
Voi decidete che una donna non debba partorire figli per altri perchè “…sei una schiava vittima del potere maschile” (se glielo dici alle americane, alle russe e alle inglesi ridono mezz’ora).
Voi decidete, anche con molta arroganza, cosa debbano o non debbano fare gli altri. Cosa sia giusto e cosa no. Beati voi che sapete.
Imparaste a decidere per le vostre vite e non per quelle degli altri, forse, staremmo tutti molto meglio.

(sfogo di prima mattina dopo aver letto in questi giorni di tutto e di più)