Attenzione. Ogni riferimento a persone e occasioni è un mix di esperienze raccontate da amici, conoscenti, colleghi.

A Natale siete tutti più buoni.
A me accade l’esatto opposto. Il Natale mi fa incazzare.
Lo so, non scrivo niente di nuovo. Ci sono fior fiore di libri e film in cui si narra la grande ipocrisia delle famiglie. Specialmente a Natale.
Tutti sappiamo di cosa parlo. Pochi lo ammettono.
Partiamo dal detto: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Ma perché? Perché a Natale devi fare finta di essere contento di sederti a tavola con persone che, magari, non vedi da un anno e faresti volentieri a meno di vedere anche a Natale?
Se ci tenessero veramente a te, e tu tenessi veramente a loro, non credi si creerebbero occasioni per vedersi di più? Che ne so,  il 13 aprile, o il primo sabato di giugno, o in una piovosa domenica di ottobre.
O peggio ancora, perché se sei uscito di casa “non ce la facevo più a vivere con i miei, non li sopporto” poi ci passi il Natale? Perché bisogna far finta di andar d’accordo con parenti con i quali hai litigato, ti sei insultato fino  a qualche giorno prima, o con i quali hai discussioni in sospeso, rancori profondi o semplicemente niente in comune? A te piace il mare a loro la montagna. Tu cerchi pace e silenzio loro corrono nei centri commerciali. Tu adori la tagliata loro son vegetariani, tu divori libri loro li usano per riempire i mobili vuoti.
Perché ti devi sedere vicino a chi magari ti ha rovinato l’esistenza, a chi nei dodici mesi precedenti ha detto peste e corna su di te alle tue spalle, ti ha criticato  e ha sparlato di te?  Perché devi fare gli auguri di Buon Natale a chi poi per tutto l’anno non ti considera, non gliene frega niente, non esisti, non si interessa di te e non ti chiama neanche per sapere come stai?
Perché accetti di finire nel tritacarne delle domande  “…e hai la morosa e cosa aspetti e quando ti sposi  e quando un figlio e perché non fai il secondo e il lavoro e mamma mia come passano gli anni”?
Perché tutti non sopportano il Natale ma nessuno rinuncia ai pranzi e alle cene in famiglia?

Se vi rivedete anche solo una delle affermazioni qui sopra e non siete tra i fortunati che invece festeggiano veramente il Natale con le persone che amano 365 giorni l’anno, vi prego, mi dite perché?
Se ci penso bene, l’unica motivazione che mi viene in mente è : per mangiare.
Perché si trova pronto. Metti le gambe sotto il tavolo e stai lì, servito e riverito da nonne, zie, madri che hanno preparato di tutto e di più.
Gratis.
Antipasti di pesce, carpaccio di carne, tre primi, due secondi, cinque dolci e panettone.
Poi tuo nonno, zio, padre apre il vino più buono che ha in cantina e tu bevi.
Gratis.
E dopo neanche mezzora vuoi improvvisamente bene a tutti, a Natale, con la pancia piena e la moglie ubriaca, perché è Natale e siamo tutti più buoni.

Io no.
A trentacinque anni no. Non mi va più di fare ciò che non mi va di fare. Vi penserò.
Buon Natale.