Credo non ci sia argomento più gettonato della teoria del gender. Sta su tutto, come il nero.
Pure in questi giorni, in cui come Ministro dell’Istruzione è stata nominata Valeria Fedeli che ha fatto e continua a fare dell’uguaglianza tra i sessi e dell’educazione al rispetto dell’altro la sua ragione di vita, ecco che rispunta la fine del mondo: il gender. Sono andata a ripescare un articolo che avevo scritto circa un anno fa, quando sembrava che la minaccia dell’umanità fosse proprio il mostro del gender (preoccupava più di Donald Trump e delle armi nucleari).
“Chi ha paura dell’uomo nero? O della strega cattiva? O della fatina dei denti? O della teoria del gender? Cos’hanno in comune tutte queste cose? Che non esistono. Anche l’ultima nominata, la teoria del gender. Non c’è. E’ un essere mitologico che nessuno ha mai visto. Ma di cui tutti hanno paura. Si parla troppo, anche a sproposito, della cosiddetta “teoria del gender”. A sproposito sì, perché non esiste nessuna teoria del gender. O meglio, le associazioni che si dice l’abbiano creata, quindi la lobby mondiale dei gay e tutti i suoi alleati, non hanno la benché minima idea di cosa si tratti. Eppure sorgono conferenze sulla famiglia naturale, per contrastare la teoria del gender. Ci sono convegni NO GENDER ovunque, tutte le settimane, sul diritto alla mamma e al papà, sulla sacralità di nascere da un uomo e da una donna. Esistono gli studi di genere, e vi rimando a una pagina che spiega molto bene cosa sono e dove sono nati, ma che nulla hanno a che fare con il terrore messo in atto da non si capisce neanche bene chi. (leggi anche l’articolo di Chiara Lalli sull’inesistenza della teoria del gender su L’Internazionale)”.

Se introdurre la teoria del gender significasse fare educazione nelle scuole -a mio avviso necessaria già nelle classi elementari- al rispetto delle differenze, all’aiutarsi tra maschi e femmine, al non picchiare i compagni di classe, a non prenderli in giro perché hanno gusti o idee diversi, all’idea che stirare, fare lavatrici, sistemare casa e passare l’aspirapolvere non siano lavori da donna ma semplicemente mansioni che tutti in casa possono fare, beh, non vedo l’ora che tutto ciò arrivi come materia scolastica obbligatoria. Se in più inseriamo anche l’educazione sessuale e la prevenzione delle malattie (ricordiamo i dati allarmanti sull’espansione dell’Aids in Italia, leggete qui ) ditemi dove devo firmare.
Conoscenza e consapevolezza della realtà sono i regali più belli che possiamo donare ai bambini.
E avere paura di far conoscere ai nostri figli la vita vera, tenerli barricati in casa per paura del contatto col mondo esterno convincendosi che quella è la tecnica migliore per difenderli, beh, credo sia una delle colpe più grandi che noi adulti abbiamo.