Ho finito. Questa volta sul serio. Il mio secondo libro sta per andare in stampa. 
Durante le presentazioni di Madri, comunque, quando mi chiedevate quale sarebbe stato il mio prossimo lavoro, mi ricordavate mia mamma: non facevo in tempo a dirle di aver passato un esame all’università che mi rispondeva: “Quando il prossimo?”. Dà sempre un po’ fastidio, chiedere appuntamenti futuri e non godersi di quelli presenti, ma è anche sintomo di stima e di sostegno.

Mi avete chiesto in tanti quale sarebbe stato il mio secondo lavoro e sono sempre stata molto vaga. Per molti motivi, primo fra tutti perchè non ero convinta di riuscire a realizzarlo. Quando il mio editore mi chiese, durante il Salone del Libro di Torino del 2015, se me la sentissi di fare un reportage sulle donne che partoriscono per altri (volgarmente utero in affitto, termine dal quale io mi dissocio da sempre) la sfida era molto ambiziosa. Si trattava di intervistarle e di scrivere le loro storie, raccontare il loro punto di vista e dare a loro finalmente voce.
Sapete come lavoro: non intervisto via Skype, via mail o con una telefonata. Per scrivere devo incontrare dal vivo la persona. 
In Italia la gestazione per altri è proibita dalla legge 40/2004 pena reclusione da tre mesi a due anni e una multa da 600.000 a 1 milione di euro. Quindi in Italia (anche se due storie sono riuscita a raccoglierle) non ne trovavo. Dovevo viaggiare.
Sono stata in Ucraina, in Inghilterra, in Canada e in quattro stati degli Stati Uniti. Il risultato? Lo leggerete tra qualche settimana. 
Ci tengo a ringraziare anche i miei compagni di viaggio, non fisici ma sicuramente morali:

  • Elena Falletti,  ricercatore di diritto privato comparato, nonché docente di diritto di famiglia presso la Scuola di Diritto dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza (VA). Dottoressa di ricerca in diritto comparato presso l’Università “Statale” di Milano, Post – doc Fellow presso il Max Planck Institut für Geistiges Eigentum di Monaco di Baviera, DAAD Stipendiatin e Marie Curie Fellow presso la Westfälische Wilhelm-Universität di Münster (Germania). Autrice di numerose pubblicazioni di rilevanza nazionale ed internazionale, ha partecipato a svariate conferenze internazionali. Lei introduce ogni mio capitolo con le leggi degli stati di cui poi io parlo.
  • Ettore Straticò, laureato in medicina e chirurgia, è psichiatria e psicoterapeuta. E’ stato direttore e responsabile sanitario della chiusura dell’ospedale psichiatrico “Achille Sacchi” di Mantova. Primario e direttore dell’Ospedale psichiatrico giudiziario (OPG) di Castiglione delle Stiviere e direttore dell’unità operativa di psichiatria territoriale “Mantova 2”. E’ autore di quattro libri di psichiatria e di altre quaranta pubblicazioni apparse sulle più importanti riviste italiane di settore. E’ stato relatore a convegni e seminari anche di rilevanza internazionale. Lui chiude il mio libro con un’analisi psichica/analitica di possibili traumi, complessi, problemi derivanti dalla gestazione per altri.

Sono da sempre convinta che bisognerebbe leggere solo libri che mordono e pungono. Se un libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno in testa, a che serve leggerlo?
Ecco, preparatevi. Qualche pugno in testa e nello stomaco “Mio Tuo Suo Loro” lo darà.