Lo scorso anno facevano partorire al Supermercato.
Una coppia con figlioletto a fare la spesa alla vigilia, lei incinta, doglie in corsia, il “dottor Carpi” in coda alla cassa che, senza attendere l’ambulanza, faceva nascere il pargolo in dieci minuti, nel retrobottega. Il pianto del neonato, il medico augurava “Buon Natale”, la gente alle casse applaudiva. Regia di Pupi Avati. Qualcosa di surreale.

Quest’anno si sono superati. Con la regia di Gabriele Salvatores (spero sia un fake, ma lo spero tanto) per il 2018 Conad mette in scena tutti gli stereotipi immaginabili sulla famiglia italiana: padre, madre, figlio, figlia del sud; il figlio riceve in regalo, alla vigilia di Natale, la telefonata di assunzione in un luogo non precisato, sicuramente lontano da casa. Il nuovo lavoro gli impone di partire a Natale. Apriti cielo! La madre che gli apre la valigia e gliela riempie di caciocavallo, il padre che, con un gesto da vero macho di casa, esce dal maglione una carta prepagata come se fosse una Visa.
La figlia femmina, ovviamente, rimane a casa.
La madre, ovviamente, è commossa.
Il padre, oltre a porgere la carta, altro non fa.
E poi la chiusa: “Buon Natale a tutti i nostri ragazzi lontani da casa”.
Faccio fatica a trovare una pubblicità più brutta.
Avete suggerimenti?

Ps: Ma Salvatores Salvatores? Ma veramente??