Per un attimo, nei giorni scorsi, sembrava che il nostro Paese fosse ad una svolta storica. Durante le consultazioni del Presidente della Repubblica per la formazione del nuovo Governo, trapelava il nome della costituzionalista Marta Cartabia come possibile nuovo premier. E’ durato solo poche ore. Fumata nera. Ancora una volta.

Il mandato bis a Giuseppe Conte ha fatto svanire la possibilità che, per la prima volta, fosse una donna a guidare l’Italia. E anche nel toto ministri di queste ore le donne sembrano essere in numero esiguo.
In settant’anni il Belpaese non ha ancora espresso una Presidente del Consiglio o una Presidente della Repubblica, i partiti non riescono a nominare una Segretaria generale (per ora l’unica segretaria di partito con rappresentanza alla Camera e al Senato è Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia) e in Parlamento le presenze femminili sono ancora la minoranza.
Qual è il motivo di un tale ritardo che fa precipitare l’Italia fra gli ultimi posti in Europa (e non solo) quando si tratta di rappresentanza politica delle donne? Quali sono le difficoltà che incontrano le donne italiane quando decidono di impegnarsi in politica? E cosa si aspettano?

Durante l’ultimo anno, in tempi ancora non sospetti, ho cercato di dare una risposta a queste domande chiedendole alle dirette interessate. Deputate, senatrici, firmatarie di leggi, Presidenti della Camera, attiviste e militanti. Senza badare ad appartenenze politiche né alle ideologie di fondo, ho incalzato e riflettuto con loro sulla condizione di noi donne e della leadership al femminile in Italia. Non è stato facile convincerle, accettare di parlare di cosa sognavano quando erano delle bambine, di come hanno iniziato a fare politica, di come hanno dovuto combattere per farsi largo in un mondo che non le aveva considerate. Emma Bonino, Paola Binetti, Daniela Santanché, Anna Finocchiaro, Irene Pivetti, Monica Cirinnà, Giorgia Meloni, Cècile Kyenge, Mara Carfagna, Mariapia Garavaglia, Rosa Menga, Emanuela Baio, Elly Schlein, Elisabetta Gardini, Laura Boldrini, Marianna Madia, Luciana Castellina e Livia Turco mi hanno aperto la porta dei loro ricordi, della loro infanzia e mi hanno dato una loro idea e una loro interpretazione del ritardo nella rappresentanza femminile nelle nostre istituzioni.

Il 26 settembre arriva in libreria il mio terzo lavoro: “Pink tank – donne al potere, potere alle donne” edito da Fandango libri.
La lista di ‘Pink Tank’, un serbatoio di pensiero finora inesplorato (che prende ispirazione dal Think Tank) , è lunga ma per fortuna non esaustiva della rappresentanza politica femminile. Abbastanza però da illustrare uno spaccato fondamentale della realtà del nostro Paese e capace di indicare una strada verso un futuro che diventa sempre più prossimo.