Giorno #49

Sto chiusa in casa da 49 giorni. E solo oggi inizio il diario della mia quarantena, quasi alla fine. A dire il vero le cose non stanno esattamente così, perché un po’ di resoconto di quello che siano stati questi giorni chiusi l’ho fatto direttamente sui social. Qui, mai.
Parto ora, quasi alla fine. Che buffo, io che da tutta la mia vita, quando vedo l’arrivo, freno sempre. Ho la sindrome del non concludere le cose. Sarà che raggiungere obiettivi mi implica chiudere, imprimere la parola fine alla strada percorsa per raggiungerli, e come si fa senza il fascino della strada, poi? Significa anche, per una come me, dover pormene altri.
Quindi sì, strano questo diario della fine. Ma tant’è.

Nelle scorse settimane mi sono imposta di trovare tre cose belle nella monotonia dei giorni sempre tutti uguali, sempre negli stessi spazi, sempre con gli stessi ritmi. Per impedire alla tristezza di raggiungermi, sì.
Ma oggi è stata una giornata particolarmente bella e le cose sono più di tre.
Eccole.

  • Ho ricevuto una serie di foto che sanno di futuro, di vita che continua, nonostante. Impresso in esse, uno sguardo fiero, incognito, di chi sa da sempre che la natura sistema e ristabilisce equilibrio, prima o poi.
  • Sentire la gioia via bit, da parte di chi mi spedisce quelle foto su Telegram. Percepire a distanza il tremore dell’emozione e vedere-immaginare- gli occhi riempirsi di lacrime.
  • Aspettare ogni momento il momento, quello atteso da giorni. E poi il momento arriva, e la mancanza si colma e il vuoto non strilla più. Con un colpo di spugna uno sguardo cancella tutto, anche il tempo che è scorso e non ce ne siamo nemmeno resi conto. A volte bastano tre minuti per sistemare le ossa e per rimettere in equilibrio il sistema.
  • Ricevere una mail da una sconosciuta (ora non più) che ti affida la complessità dei sentimenti che abitano il suo cuore. E sentirsi un po’ importante, per poi tornare subito a dire che no, sei solo una dei miliardi di persone che abitano la Terra. Ma che gioia, quando le paure lontane di qualcuno arrivano a te e tu le sciogli, soltanto prendendole tra le mani e soffiando dentro comprensione e calore.
  • Fiori. Tanti, colorati e giovani fiori. La mia macchina è colma e il profumo fa proprio primavera. Ho preso anche una piantina di menta. Ho voglia di mojito.
  • Oggi soffiava vento dell’est. “Vento dall’est, la nebbia è là, qualcosa di strano tra poco accadrà. Troppo difficile capire cos’è, ma penso che un ospite arrivi per me” (Mary Poppins -Iloveit)