Sono nata in un paesino della campagna veronese, per la precisione Vallese di Oppeano, nell’agosto del 1981 ma sogno di vivere al mare. Trieste potrebbe essere un buon compromesso, Vernazza sarebbe perfetta.
Non sono stata una bambina facile. Io vivevo nel mio mondo e tutto ciò che stava fuori non mi interessava. Ho imparato molto presto l’odore dei fossi, delle stalle, del lavoro manuale, della fatica e del cibo fatto in casa.
E ne ho fatto le mie fondamenta. Nel mio mondo sognavo di fare la giornalista, inviata di guerra per la precisione. Non sono ancora partita per nessun fronte (o quasi…) ma sono quasi riuscita a fare del mio sogno un lavoro. E mi ritengo molto fortunata. Ho studiato lettere all’università di Verona e in contemporanea ho iniziato a lavorare presso l’ufficio stampa di una multiutility veronese, dove lavoro da più di quindici anni. I libri sono da sempre i miei migliori amici e fino ad ora nessuno è riuscito a prendere il loro posto (a parte un paio di persone).
Ho un figlio di nome Ettore e un marito di nome Patrizio. Osservatrice del genere umano, mi piace raccontare ciò che non si racconta, ciò che non si deve dire e ciò che alla gente da fastidio sentire.
Sostenitrice incallita della libertà di scelta delle persone, odio gli schemi fissi e faccio di tutto per non finirci ingabbiata.
“Madri, comunque” è il mio primo libro, edito da Fandango editore. In arrivo “Mio, tuo, suo, loro”. Un viaggio (nel vero senso della parola) nel mondo della gestazione per altri. Il 2 marzo 2017 in libreria, sempre con Fandango editore.